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Contratto a tempo determinato

Contratto a tempo determinato

La disciplina dei contratti a termine prevede una durata massima di 12 mesi, estendibile a 24 mesi in presenza di determinate condizioni 


Il contratto a tempo determinato è un contratto di lavoro subordinato, nel quale è prevista una durata predeterminata, attraverso l'indicazione di un termine.

La data di cessazione può essere stabilita in maniera esplicita (ad esempio, 31/12/2021) oppure con riferimento ad un evento futuro e certo ma del quale è incerta la data esatta (ad esempio, in caso di sostituzione di una lavoratrice assente per maternità) e in coincidenza del quale si ha la cessazione del rapporto di lavoro. 

La durata massima del contratto a tempo determinato per la stessa attività lavorativa (anche in somministrazione) è di 12 mesi, estendibile a 24 mesi complessivi, comprensivi di proroghe e rinnovi, in presenza di una delle seguenti condizioni:  

  • esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività; 

  • esigenze di sostituzione di altri lavoratori;

  • esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.

I contratti per attività stagionali possono essere rinnovati o prorogati anche in assenza delle causali necessarie, invece, per la generalità delle attività.

Il termine del contratto può essere prorogato per un massimo di 4 volte indipendentemente dal numero di rinnovi e a condizione che l'attività lavorativa sia la medesima rispetto a quanto stabilito in sede di stipula del contratto iniziale. 

In caso di rinnovo contrattuale deve essere rispettato il periodo di sospensione (10 giorni se la durata iniziale del contratto è inferiore ai 6 mesi, 20 giorni se è superiore a sei mesi).

Il numero complessivo di contratti a termine stipulabile da uno stesso datore di lavoro non può eccedere il limite del 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza all'azienda al 1° gennaio dell'anno di assunzione; per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti è in ogni caso possibile stipulare almeno un contratto di lavoro a tempo determinato. Il mancato rispetto di questo limite comporta una sanzione amministrativa pecuniaria per il datore di lavoro.

Il lavoratore a termine che abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a 6 mesi presso la stessa azienda può vantare un diritto di precedenza per le assunzioni a tempo indeterminato nella stessa azienda entro i successivi 12 mesi.

Il lavoratore a tempo determinato non può essere discriminato rispetto ai colleghi a tempo indeterminato per quel che riguarda ferie, tredicesima mensilità e trattamento di fine rapporto (in proporzione al periodo lavorativo prestato).

Il contratto a tempo determinato può essere trasformato in contratto a tempo indeterminato, previo consenso del lavoratore.

 

Per far fronte all'emergenza epidemiologica da COVID-19, fino al 31 dicembre 2021, ferma restando la durata massima complessiva di 24 mesi, è possibile rinnovare o prorogare per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, anche in assenza delle condizioni di cui all'art. 19, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2015.