Politiche attive del lavoro: accesso più facile per chi ha superato una patologia oncologica
Pubblicato un decreto attuativo della legge sull’oblio oncologico che definisce misure e diritti per l’inclusione lavorativa

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero della Salute, ha adottato il decreto n. 4/2026, di attuazione della legge n. 193/2023 sull’oblio oncologico. La legge sull’oblio oncologico contiene disposizioni per la parità di trattamento, la non discriminazione e la garanzia del diritto all’oblio delle persone guarite da patologie oncologiche.
Il decreto attuativo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali non introduce nuove misure, ma definisce quali sono, tra le persone con una storia oncologica, quelle che rientrano tra i destinatari delle politiche attive già esistenti. Nella pratica assimila le persone guarite da patologie oncologiche ai soggetti in condizione di fragilità ricompresi tra i beneficiari delle misure di politica attiva previsti dalla normativa italiana. In particolare, il decreto consente di accedere a:
- Programma GOL (Programma nazionale per la garanzia di occupabilità dei lavoratori), destinato, anche ai «lavoratori fragili o vulnerabili, indipendentemente dalla presenza di un sostegno al reddito».
- Fondo Nuove Competenze, che incrementa l'opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze e di dotarsi degli strumenti utili per adattarsi alle mutevoli condizioni del mercato di lavoro. Il FNC riconosce contributi finanziari a tutti i datori di lavoro privati che hanno stipulato accordi collettivi di rimodulazione dell'orario di lavoro destinati a percorsi di sviluppo delle competenze dei lavoratori.
- Assegno di inclusione (ADI), la misura di sostegno economico e di inclusione sociale e professionale rivolta ai nuclei familiari con componenti fragili, in particolare: i minori, over 60, persone con disabilità, persone in condizioni di svantaggio seguite dai servizi sociosanitari.
- Supporto per la formazione e il lavoro, la misura di attivazione al lavoro mediante la partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive rivolto a persone occupabili (cioè abili al lavoro), di età compresa tra i 18 e i 59 anni, che non rientrano nei criteri previsti per l'ADI, ma che si trovano in condizioni di fragilità economica o rischio di esclusione sociale.
- Accomodamenti ragionevoli, ovvero le modifiche e gli adattamenti necessari e appropriati, che non impongono un onere sproporzionato o eccessivo, da adottare su richiesta della persona con disabilità o in condizione di fragilità. I datori di lavoro sono tenuti ad adottare misure che permettano ai lavoratori di rientrare o permanere nel posto di lavoro, conciliare le esigenze di cura con l'attività lavorativa ed evitare discriminazioni.
Il decreto individua come beneficiari tutte le persone che sono state affette da una patologia oncologica, secondo una definizione ampia e inclusiva, per cui rientrano nella platea:
- le persone dichiarate guarite dal cancro;
- le persone che non presentano evidenza attuale di malattia, ma sono ancora sottoposte a trattamenti prolungati, come terapie adiuvanti o follow up. Si tratta di una precisazione rilevante, perché riconosce che l’assenza di malattia attiva non coincide sempre con una piena conclusione del percorso di cura, soprattutto sul piano lavorativo.
Per maggiori informazioni e per leggere il testo completo del decreto è possibile visitare la pagina dedicata sul sito web del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.