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Pubblicato il 30.04.2026

Approvato il Decreto Lavoro 1° Maggio

Introdotte nuove norme per i lavoratori delle piattaforme digitali e prorogati i Bonus Giovani, Donne e ZES


Il Consiglio dei Ministri del 28 aprile 2026 ha approvato il testo del cosiddetto “Decreto Lavoro 1° Maggio.  

Il decreto prevede quattro principali misure di decontribuzione con l’esonero totale (100%) dal versamento dei contributi previdenziali per una durata di 24 mesi, con soglie economiche che variano in base alla categoria di riferimento e alla collocazione geografica dell’azienda:

  • bonus assunzione donne 2026: esonero contributivo fino a 650 euro mensili per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate, con un incremento a 800 euro per le assunzioni effettuate nelle regioni della zona economica speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno;
  • bonus assunzione giovani 2026: esonero fino a 500 euro mensili per le nuove assunzioni di personale non dirigenziale con meno di 35 anni, il limite arriva a 650 euro nel Sud e nelle aree di crisi;
  • bonus stabilizzazione giovani 2026: esonero fino a 500 euro mensili a fronte di stabilizzazioni di contratti a termine, stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 e della durata massima di 12 mesi, effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, per personale con meno di 35 anni mai occupato stabilmente in precedenza;
  • bonus assunzioni ZES 2026: esonero contributivo totale (fino a 650 euro mensili) per l’assunzione di soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi, questo bonus è destinato ai datori di lavoro che occupano fino a 10 dipendenti nella zona economica speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno.


Il decreto interviene anche sulla disciplina del rinnovo dei contratti collettivi di lavoro e stabilisce che siano le parti sociali a disciplinare, in sede di rinnovo, le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica per il periodo tra la scadenza del vecchio contratto e la firma del nuovo. Qualora il rinnovo non avvenga entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono adeguate forfettariamente in misura pari al 30% della variazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA).

Il provvedimento introduce misure specifiche per le attività gestite tramite piattaforme digitali, quali: 

  • la verifica dell’identità digitale del lavoratore: l’accesso alle piattaforme deve avvenire esclusivamente tramite sistemi di identificazione certa (SPID, CIE o sistemi di autenticazione forte); vige il divieto di cedere le proprie credenziali o utilizzare account non riconducibili alla propria identità, con responsabilità dei gestori per i sistemi di controllo e sanzioni amministrative o sospensione dell’attività per omessa vigilanza;
  • il diritto alla trasparenza algoritmica:  impone l’obbligo di fornire informazioni chiare sulle modalità di funzionamento degli algoritmi che influenzano l’assegnazione dei compiti e i compensi, garantendo il diritto di conoscere i parametri del proprio “rating” e di richiedere l’intervento umano per il riesame di decisioni automatizzate che incidano significativamente sul rapporto di lavoro. 


In ambito di conciliazione famiglia-lavoro, il decreto introduce un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino all’1%, con un limite massimo di 50.000 euro annui per le aziende che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026. La nuova certificazione, introdotta ad aprile 2026, definisce i requisiti per un Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro.

All’articolo 7 il decreto stabilisce il criterio di “salario giusto” al quale dovrebbero attenersi i datori di lavoro che intendano accedere alle decontribuzioni previste dal decreto stesso. Il contratto adottato deve prevedere un trattamento economico complessivo (TEC), non inferiore al trattamento economico complessivo previsto dal CCNL stipulato dalle organizzazioni più rappresentative. 

Le misure introdotte entreranno in vigore una volta che il testo verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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