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Pubblicato il 12.02.2021

Veneto: mercato del lavoro ancora ingessato, a gennaio assunzioni giù del 27%

Nella Bussola di Veneto Lavoro i dati sull’andamento dell’occupazione in questo inizio di 2021


I dati di inizio 2021 non lasciano prefigurare una ripresa immediata per il mercato del lavoro veneto. Secondo la Bussola di Veneto Lavoro, nel mese di gennaio il saldo tra assunzioni e cessazioni di contratti a tempo indeterminato, determinato e di apprendistato è stato infatti positivo per 18.100 rapporti di lavoro, ma inferiore sia all’anno scorso che a quello precedente.  Ma più che il saldo, a rappresentare efficacemente l’andamento occupazionale in regione è la dinamica della domanda di lavoro e anche in questo caso i dati non sono incoraggianti: le assunzioni sono calate nell’ultimo mese del 27% rispetto al corrispondente periodo del 2020 e del 32% rispetto al 2019.

Qualche segnale positivo arriva sul fronte economico, nonostante l’incertezza ancora dettata dalla circolazione del virus e delle sue varianti e dall’andamento della campagna vaccinale. Le ultime stime sono infatti in miglioramento rispetto alle precedenti previsioni: Prometeia vede per il 2020 una flessione del Pil regionale pari al -9,3%, leggermente superiore a quella nazionale (-9,1%) ma con un recupero più marcato nel corso del 2021 (+5,6% contro il +4,8%). Nonostante un calo delle imprese attive pari allo 0,6% anche nel quarto trimestre 2020, inoltre, secondo la rilevazione Istat dello scorso autunno la gran parte delle imprese venete risultano in attività o pronte a riaprire e solo lo 0,8% ha dichiarato di essere chiusa e di non prevedere una riapertura.  

Anche nell’ultimo mese le restrizioni anti Covid continuano a colpire più duramente i servizi turistici (-79% assunzioni), in particolare alberghi, bar e ristoranti, e il commercio (-34%), ma incidono anche su settori industriali strategici per l’economia regionale, quali sistema moda e occhialeria. Nell’intero periodo di crisi il turismo ha lasciato per strada 14.800 posti di lavoro, il commercio altri 1.400. Gli unici settori a essere risparmiati dalla pandemia sembrano essere l’edilizia, l’agricoltura, i servizi informatici e il terziario avanzato.

A livello territoriale, le province più colpite si confermano quelle a maggior vocazione turistica, Venezia e Verona, ma anche Belluno, che paga le difficoltà della stagione invernale e del settore occhialeria. Il capoluogo lagunare mostra il calo più marcato delle assunzioni (-48%), ma il segno meno caratterizza tutti i territori: Vicenza (-25%), Belluno (-25%), Padova (-25%), Treviso (-22%), Verona (-21%) e Rovigo (-15%).

La Bussola di Veneto Lavoro con tutti i dati sul bilancio occupazionale del 2020 è disponibile alla pagina www.venetolavoro.it/bussola.

 

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