Lavoro: a luglio il bilancio occupazionale è positivo
Il mercato del lavoro regionale conferma un saldo da inizio anno leggermente più favorevole rispetto all’analogo periodo del 2025, nonostante un lieve rallentamento nell’ultimo bimestre

In leggera controtendenza l’andamento dell’ultimo bimestre, con il mese di luglio che chiude con un bilancio positivo (+3.400) ma leggermente inferiore a quanto registrato nel 2025 (+3.700). Nel mese calano i contratti a tempo indeterminato (+790 rispetto ai +1.200 del 2025), mentre crescono leggermente quelli a tempo determinato (+3.900) e in modo più marcato per l’apprendistato (+240 rispetto ai +170 del 2025). Tutti e tre i bilanci sono comunque quasi dimezzati rispetto al 2024, a causa soprattutto di un calo delle assunzioni trasversale alle singole tipologie contrattuali e a tutti i sottogruppi demografici, ad eccezione di lavoratori senior e stranieri per le quali restano sostanzialmente stabili.
Anche da un punto di vista territoriale, nel mese di luglio la domanda è in calo rispetto al biennio precedente in tutte le province, con le sole eccezioni di Verona e Belluno dove è in leggero aumento rispetto al 2025. Positivi, seppur in leggera contrazione, i bilanci occupazionali delle singole province tranne a Padova e Treviso, che chiudono anche quest’anno con un saldo negativo.
Da inizio anno sono positivi i bilanci occupazionali di tutti e tre i macro settori: +9.100 agricoltura (+7.400 nel 2025), +9.400 industria (+10.800 nel 2025) e +61.100 i servizi (+60.900 nel 2025). Nello specifico, nel mese di luglio il comparto agricolo segna un leggero calo delle assunzioni, con un saldo di poco negativo (-100) in linea con l’anno procedente ma lontano dai +1.300 del 2024. Chiude il mese con il segno più il settore industriale (+460), seppur in netta contrazione rispetto all’anno precedente (+1.250) legato ad un calo delle attivazioni (-6%) soprattutto nelle costruzioni (-11%, cui si unisce anche un aumento delle cessazioni) e nel made in Italy (-8%), dove a rallentare maggiormente sono l’alimentare (-14%), l’industria del marmo (-16%) e conciaria (-9%), mentre resta stabile il metalmeccanico (+1%). Migliora invece il bilancio occupazionale del terziario (+3.050 contro i +2.450 del 2025), con una crescita della domanda di lavoro nel turismo (+3%), servizi di pulizia (+4%) e commercio (+2%), al contrario frenano ingrosso e logistica (-10%) e servizi finanziari (-6%).
Infine, nel primo semestre del 2026 le agenzie del lavoro situate in Veneto hanno attivato 64.200 contratti di somministrazione, in aumento del +4% rispetto all’anno precedente, pur con un saldo occupazionale inferiore (+4.600 contro i +5.200 del 2025).
Tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel mese di luglio sono disponibili nella Bussola di Veneto Lavoro alla pagina https://osservatorio.venetolavoro.it/la-bussola.
