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Scuola italiana

Il sistema scolastico italiano

Dalla scuola dell'infanzia al dottorato di ricerca 

In Italia il sistema educativo di istruzione e formazione professionale si articola in fasi distinte.

Il sistema integrato zero-sei anni, non obbligatorio, è suddiviso in:

  • servizi educativi per l’infanzia, gestiti dagli Enti locali, enti pubblici o privati che accolgono i bambini tra i tre e i trentasei mesi e garantiscono loro l’opportunità di sviluppare le potenzialità di relazione, autonomia, creatività e apprendimento;
  • scuola dell'infanzia è aperta a tutti i bambini italiani e stranieri che abbiano un'età compresa fra i tre e i cinque anni compiuti entro il 31 dicembre e ha durata triennale. Questa prima fase del percorso di istruzione serve all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale dei bambini, favorendone l'autonomia, la creatività, l'apprendimento.


Il primo ciclo di istruzione si articola in due percorsi scolastici consecutivi e obbligatori: 

  • la scuola primaria, della durata di cinque anni, per alunni e alunne da 6 a 11 anni; 
  • la scuola secondaria di primo grado, della durata di tre anni, per alunni e alunne da 11 a 14 anni. 


La scuola primaria, detta anche scuola elementare, permette ai bambini di acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità logico-critiche, promuove lo sviluppo della personalità, favorisce l'apprendimento della lingua italiana e della lingua inglese, valorizza le capacità relazionali ed educa i bambini ai principi fondamentali della convivenza civile.

La scuola secondaria di primo grado, ovvero la scuola media, è finalizzata alla crescita delle capacità autonome di studio e di interazione sociale, organizza e accresce le abilità degli alunni, introduce lo studio di una seconda lingua dell'Unione europea e aiuta a orientarsi per la successiva scelta di istruzione e formazione. Il percorso triennale si conclude con un esame di Stato, il cui superamento costituisce titolo di accesso al secondo ciclo. 

il sistema scolastico italiano

Terminata la scuola secondaria di primo grado si ha accesso al secondo ciclo di studi. Questo ciclo è composto da due filoni: il sistema dell'istruzione costituito dai licei, dagli istituti tecnici e da quelli professionali, della durata di cinque anni, e dal sistema dell'istruzione e della formazione professionale, di durata triennale, che prevede l'eventuale prosecuzione degli studi in un quarto anno. Gli studenti, inoltre, possono optare per la scelta di svolgere corsi triennali nei centri di formazione professionale (CFP) o presso alcuni istituti professionali. Per assolvere il diritto-dovere di istruzione e formazione è necessario conseguire una qualifica di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età.

Il secondo ciclo d'istruzione è articolato in due tipologie di percorsi:

  • la scuola secondaria di secondo grado, di durata quinquennale, per studenti e studentesse da 14 a 19 anni;
  • i percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP), di durata triennale e quadriennale, e di competenza regionale. 


La scuola secondaria di secondo grado si articola in percorsi di liceo, istituti tecnici e istituti professionali

I licei offrono agli studenti gli strumenti culturali e metodologici per comprendere la realtà, affrontare situazioni, fenomeni e problemi con un atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico ed acquisire conoscenze, abilità e competenze coerenti adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all'inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro. Tutti i licei hanno la durata di cinque anni e sono suddivisi in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale gli studenti sostengono l'esame di Stato, utile al proseguimento degli studi in qualsiasi facoltà universitaria.

I licei si suddividono in sei percorsi, alcuni dei quali si articolano in indirizzi oppure prevedono un'opzione, cioè un piano di studi diverso, rispetto a quello principale:

  • Liceo artistico;
  • Liceo classico; 
  • Liceo linguistico;
  • Liceo musicale e coreutico;
  • Liceo scientifico - opzione scienze applicate;
  • Liceo delle scienze umane - opzione economico-sociale.


Gli istituti tecnici si prefiggono l'obiettivo di far acquisire agli studenti le competenze necessarie allo svolgimento delle professioni tecniche richieste dai settori produttivi. Non solo: permettono loro di sviluppare le conoscenze necessarie a proseguire gli studi all'università e nell'ambito della formazione tecnica superiore. Gli istituti tecnici si suddividono in due settori, "Economico" e "Tecnologico", articolati in undici indirizziTutti gli istituti tecnici hanno una durata di cinque anni e sono suddivisi in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale gli studenti sostengono l'esame di Stato e conseguono il diploma di istruzione tecnicaCon il diploma di Istituto tecnico, è possibile proseguire gli studi all’università, soprattutto nei corsi di laurea scientifici tecnologici ed economici, o specializzarsi ulteriormente presso gli Istituti tecnici superiori.

Gli istituti professionali permettono agli studenti di sviluppare saperi e competenze in sintonia con le esigenze formative dei settori produttivi di riferimento. Rappresentano il filone dell'area formativa che mira all'acquisizione di competenze certificate e riconosciute a livello nazionale ed europeo finalizzate ad una rapida transizione nel mondo del lavoro. Tutti gli istituti professionali hanno la durata di cinque anni e sono suddivisi in due bienni e in un quinto anno, al termine del quale gli studenti sostengono l'esame di Stato per il conseguimento del diploma di istruzione professionale, utile anche ai fini della continuazione degli studi in ambito universitario. Due sono i settori degli istituti professionali: "Industria e Artigianato", che prevede due indirizzi, e "Servizi", che prevede quattro indirizzi. Gli istituti professionali, sulla base di specifici accordi tra il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e le singole Regioni, possono rilasciare qualifiche (al terzo anno) e diplomi professionali (al quarto anno).
Una volta ottenuto il diploma di istruzione, lo studente ha la possibilità di iscriversi a un corso universitario o a un percorso di istruzione e formazione tecnica superiore.

Con il Decreto legislativo n. 61 del 13 aprile 2017 gli istituti professionali sono diventati scuole territoriali dell'innovazione, concepite come laboratori di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica. Dall’anno scolastico 2018/19 offrono undici indirizzi di studio, un nuovo modello organizzativo e didattico e il potenziamento delle attività di laboratorio. Essi formano gli studenti ad arti, mestieri e professioni strategici per l’economia del paese. Contestualmente all’attivazione dei nuovi istituti professionali, per le classi seconda, terza, quarta e quinta sono attivi i pregressi ordinamenti fino all’esaurimento del percorso quinquennale nel 2022.

Il sistema universitario è articolato in università statali, università non statali legalmente riconosciute (incluse le università telematiche) e scuole o istituti superiori ad ordinamento speciale. Il sistema vigente prevede l'iscrizione a un percorso di durata triennale per il conseguimento della laurea, seguito da un ulteriore percorso di due anni per ottenere la laurea magistraleIn seguito, il laureato può decidere di continuare il proprio percorso di studi intraprendendo la strada del dottorato di ricerca, iscrivendosi a un corso di specializzazione oppure a un Master, i quali forniscono le competenze necessarie per esercitare attività di alta qualificazione presso università, enti pubblici o soggetti privati.

I diplomati possono anche continuare a formarsi al di fuori dell'offerta formativa universitaria, iscrivendosi ai corsi erogati nell'ambito dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM)ai corsi post-diploma erogati da enti di formazione e specifiche fondazioni, come gli Istituti Tecnici Superiori (ITS)scuole di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica, la cui offerta si configura in percorsi formativi riferiti alle aree tecnologiche considerate prioritarie per lo sviluppo economico e la competitività del Paese.