Lavoro in Veneto: oltre 76 mila posti in più nella prima metà del 2026
Aumentano anche le assunzioni. Bene turismo, metalmeccanica e alcuni comparti del made in italy, ma resta l’incertezza legata al contesto economico

La crescita è trainata soprattutto dai contratti a tempo determinato, ma aumentano anche quelli a tempo indeterminato, seppure in misura inferiore rispetto allo scorso anno. Stabile l'apprendistato. L’incremento dei posti di lavoro ha coinvolto sia uomini che donne e ha interessato in particolare i lavoratori più maturi. Parallelamente aumentano le cessazioni dei rapporti di lavoro, soprattutto per la scadenza dei contratti a termine, mentre diminuiscono i licenziamenti collettivi e le dimissioni.
Il saldo occupazionale è positivo in tutte le province del Veneto, con Venezia e Verona che registrano gli incrementi più consistenti e bilanci più contenuti negli altri territori. A giugno le assunzioni aumentano soltanto a Verona e Vicenza.
Dal punto di vista settoriale, il miglioramento più evidente riguarda l'agricoltura, che vede crescere sia i posti di lavoro che le assunzioni. Nel comparto industriale si conferma il rallentamento dell’edilizia, mentre continua a crescere il metalmeccanico e segnali positivi si registrano in diversi comparti del made in Italy, come l'industria alimentare, l'occhialeria e il tessile-abbigliamento. Nel terziario, il turismo continua a fare da traino alla crescita occupazionale, ma i miglioramenti più consistenti si registrano nel commercio, nella logistica e nei servizi di pulizia. Rimane però l'incertezza del quadro economico, che continua a influenzare le decisioni delle imprese e le dinamiche produttive.
Tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nella prima metà del 2026 sono disponibili nella Bussola di Veneto Lavoro consultabile sul sito dell'Osservatorio di Veneto Lavoro alla pagina osservatorio.venetolavoro.it/la-bussola.
