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Pubblicato il 20.03.2018

Occupazione: l’Italia continua a crescere soprattutto grazie al tempo determinato

Pubblicata la nota congiunta sulle tendenze dell’occupazione nel quarto trimestre del 2017, crescono ancora i contratti a termine

Nel quarto trimestre del 2017 si è confermata una lieve tendenza di crescita dell’occupazione, seppure rallentata su base annua. Anche grazie a un contesto economico favorevole, con una crescita del Pil nazionale al +1,6%, il tasso di occupazione è salito al 58,1%, sempre più vicino al livello massimo pre-crisi del 58,8%. 

È quanto emerge dalla Nota congiunta di Istat, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Inps e Inail con dati riferiti al periodo ottobre-dicembre 2017.

Il rapporto conferma alcune tendenze già osservate nel corso del 2017: ad aumentare è il lavoro dipendente, mentre quello autonomo continua a diminuire, e i nuovi posti di lavoro si concentrano soprattutto nel settore dei servizi e nell’industria, compreso il comparto delle costruzioni. La crescita è sostenuta quasi esclusivamente dal lavoro a tempo determinato (+108 mila posizioni lavorative). In calo invece i posti a tempo indeterminato (-34 mila), che si riducono per la seconda volta dopo dieci trimestri di crescita. L’abrogazione del lavoro accessorio ha comportato significativi aumenti di altre due forme contrattuali, il lavoro intermittente o a chiamata da un lato e i contratti di somministrazione dall’altro.

L’occupazione aumenta anche per i giovani mentre gli incrementi registrati per gli over 50 sono dovuti principalmente all’invecchiamento della popolazione e all’allungamento dell’età pensionabile.

In calo il numero di infortuni sul lavoro: tra ottobre e dicembre ne sono stati segnalati 132 mila, il 2,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016. Stabili invece le denunce di morti sul lavoro (181 in termini assoluti).

Tendenze simili erano già state osservate per il Veneto: i dati della Bussola di Veneto Lavoro pubblicati nel mese di febbraio avevano evidenziato per il quarto trimestre 2017 un saldo peggiore rispetto a quello del 2016 ma comunque nettamente migliore rispetto a tutti i corrispondenti trimestri degli anni precedenti, mentre la dinamica su base annua si era mantenua positiva. Anche in Veneto la crescita risulta trainata dai contratti a termine e dall’apprendistato, mentre i contratti a tempo indeterminato hanno subito una flessione dovuta anche al posticipo di assunzioni e stabilizzazioni già previste, con l’obiettivo di usufruire dei nuovi incentivi previsti per l’assunzione di giovani nel 2018.

Per ulteriori approfondimenti sul mercato del lavoro regionale nel 2017 è possibile consultare la Bussola di Veneto Lavoro, disponibile in versione integrale nella sezione dedicata del sito www.venetolavoro.it e in sintesi grafica nella Press Area di ClicLavoro Veneto.

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