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Pubblicato il 09.04.2026

Il mismatch lavorativo in Veneto: un fenomeno multidimensionale

Una ricerca per indagare i fattori che ostacolano l'incontro tra domanda e offerta di lavoro nel territorio


Quando le esigenze delle imprese si incontrano con un’adeguata presenza di lavoratori disponibili, si parla di match tra domanda e offerta di lavoro. Viceversa, quando questo non accade, si assiste al mismatch lavorativo, un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto in molte aree, tra cui il Veneto, una rilevanza significativa.

Per questo, l’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro ha puntato una lente sulla tematica, per analizzarne e coglierne cause e caratteristiche peculiari da cui partire per cercare di indirizzare contromisure adeguate. 

Va in questa direzione l'indagine contenuta nell'ultimo numero di "Tartufi" intitolato “Le ragioni del ‘no’: prospettive e nuove chiavi di lettura sul mismatch territoriale”, dove si è provato a tracciare un identikit di chi cerca lavoro in Veneto; una platea ampia che, contrariamente a quanto si può pensare, non si limita solo a chi non lavora. Una fetta importante è infatti rappresentata da occupati in cerca di un nuovo lavoro, cui si aggiunge chi cerca un secondo impiego e chi lavora ma è aperto al cambiamento, valutando offerte di lavoro migliorative. Un insieme eterogeneo che si traduce in aspettative, capacità di accesso alle opportunità e margini negoziali anche molto diversi tra loro, in un processo non lineare ma da tarare di volta in volta a seconda delle specifiche esigenze.

Tra i fattori che determinano il buon esito o meno di un match il principale è sicuramente la retribuzione, elemento che si rivela nella maggior parte dei casi determinante per l’accettazione o il rifiuto di un’offerta di lavoro, soprattutto per le fasce più deboli vincolate all’urgenza del reddito. Questo aspetto si riflette anche nell’organizzazione delle politiche attive, poiché sono proprio questi utenti a dimostrare meno disponibilità di tempo e risorse da dedicare alla formazione, mettendo in luce l’esigenza di proporre un’offerta formativa più integrata ad opportunità di lavoro reali. Smarcato poi l’aspetto economico, restano come ulteriori elementi di valutazione quelli legati agli spazi di flessibilità (soprattutto per donne e giovani), distanza casa-lavoro, opportunità di crescita professionale e welfare, che diventano sempre più importanti nelle scelte effettuate da alcune categorie di lavoratori, specialmente in chi cerca posizioni migliorative rispetto a quelle attuali. 

Lato azienda, l'indagine rileva come la scarsa trasparenza comunicativa nei processi di reclutamento, fatta di informazioni e aspettative poco chiare e non dichiarate o esplicitate tardivamente, spesso diventi fonte di incomprensioni e sfiducia reciproca che ostacolano il match, portando a rinunce ed esclusioni di candidati idonei. Un ulteriore margine di intervento per contrastare il mismatch sembra poi essere rintracciabile nella modalità di programmazione delle selezioni soprattutto delle piccole e medie imprese, che molto spesso attivano le proprie ricerche di personale per rispondere ad esigenze immediate, per le quali si tende a prediligere l'assunzione di candidati già pronti a discapito di percorsi di inserimento e sviluppo delle risorse più strutturati. Viceversa, rispetto alle imprese di grandi dimensioni queste realtà potrebbero far leva sui propri punti di forza e peculiarità per attrarre e trattenere i talenti, come mansioni e processi meno standardizzati, contesti lavorativi meno formali e potenzialmente caratterizzati da una maggiore flessibilità organizzativa. 

Infine, il mismatch va interpretato anche in chiave territoriale, dove a fare la differenza possono essere politiche tese a migliorare l’attrattività e i servizi offerti dal territorio, soprattutto su abitazioni e trasporti che permettano di eliminare condizioni ostacolanti per lo svolgimento di alcuni lavori.    

Per un approfondimento sulla tematica è possibile consultare la sezione dedicata del sito di Veneto Lavoro “Tartufi”, dove è disponibile il report completo prodotto dall’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro.

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