Occupazione: a febbraio il bilancio torna positivo
In Veneto la crescita occupazionale prosegue a rilento pur con un bilancio nel complesso positivo per tutti e tre i macro settori

Questa dinamica si evidenzia soprattutto nei contratti a tempo determinato, le cui conclusioni contrattuali (+10%) sono maggiori delle attivazioni (+5%), portando ad un importante ridimensionamento del bilancio di questa tipologia contrattuale nel periodo (+470 contro i +1.600 posti di lavoro del 2025). Calano invece le nuove assunzioni sia in apprendistato (-7%) che a tempo indeterminato (-2%), dove si riducono anche le trasformazioni (-8%), determinando un saldo positivo (+6.800) ma meno favorevole rispetto all’anno precedente (+9.200).
Da un punto di vista socio-anagrafico, a gennaio-febbraio 2026 crescono uniformemente le assunzioni per tutti i sottogruppi demografici ad eccezione degli stranieri, dove calano del 2%. Resta particolarmente elevata l’incidenza del part time, che nel bimestre interessa il 28,4% delle nuove assunzioni, in leggero calo rispetto ai due anni precedenti sia per la componente maschile, che scende dal 19,3% al 18,5%, sia per quella femminile, che passa dal 47,3% del 2025 al 45%.
A livello territoriale, il saldo occupazionale da inizio anno è positivo ma meno favorevole rispetto all’analogo periodo del 2025 in tutte le province a partire da Verona (+1.960), Venezia (+1.900), Padova (+920), Treviso (+880), Vicenza (+830) e Rovigo (+440), con la sola eccezione di Belluno che fa meglio rispetto all’anno precedente (+300) grazie anche al volano dei Giochi Olimpici Invernali, che hanno trainato le assunzioni, cresciute del +17%. Risultati simili nel veneziano, dove la crescita delle assunzioni nel bimestre raggiunge il +16% e il +23% nel solo mese di febbraio, grazie anche alle numerose attivazioni di contratti di breve durata per attività cinematografiche.
Con il mese di febbraio tornano globalmente positivi i bilanci di tutti e tre i macro-settori nel bimestre, sebbene meno favorevoli rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente: +900 agricoltura (+1.700 nel 2025), +4.400 industria (6.200 nel 2025) e +1.900 unità i servizi (+3.000 nel 2025). In particolare, frenano le assunzioni sia nel settore primario (-5%) che nell’industria (-2%), calo concentrato soprattutto nelle costruzioni (-11%), che chiudono con un saldo largamente inferiore all’anno precedente (+1.300 posti di lavoro contro i +3.000 del 2025). Cresce del 3% invece la domanda di lavoro nel metalmeccanico e in alcuni comparti del made in Italy, su tutti l’occhialeria, che registra un +73% di assunzioni recuperando un saldo positivo (+130). In crescita anche le assunzioni nel terziario (+7%), trainate soprattutto da servizi turistici ed editoria e cultura, che però non compensano il maggior volume di cessazioni (+10%), in buona parte legate alle scadenze dei contratti a termine avviati in quei due medesimi ambiti. Bene le pulizie, dove crescono assunzioni e posti di lavoro, al contrario del commercio al dettaglio, che mantiene una performance negativa in linea con il medesimo periodo degli anni precedenti.
Infine, i primi dati dell’anno a disposizione mostrano un andamento sostanzialmente stabile per i contratti in somministrazione attivati da agenzie situate in Veneto, che a gennaio sono 11.100, con un saldo mensile di +600 posti di lavoro.
Tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel mese di febbraio sono disponibili nella Bussola di Veneto Lavoro alla pagina venetolavoro.it/bussola.
