Archivio notizie

Pubblicato il 30.09.2020

L’editoriale di ClicLavoro Veneto: il Reddito di cittadinanza in Veneto

Il ruolo dei Centri per l’impiego e il concetto di offerta congrua


Il dibattito sul Reddito di cittadinanza si è acceso in questi giorni sui temi della condizionalità e del rifiuto di concrete offerte di lavoro, sulla necessità dell’interoperabilità dei sistemi informativi e sull'efficacia della misura in termini di inserimento lavorativo.

In Veneto, i dati evidenziano innanzitutto un quadro piuttosto chiaro: il ricorso al Reddito di cittadinanza è un fenomeno limitato. Qui si concentra infatti appena il 3,6% delle domande presentate su tutto il territorio nazionale e il 2,7% delle persone coinvolte, ovvero poco più di 66 mila. Meno della metà, stando agli elenchi periodicamente comunicati da Anpal alle singole Regioni, devono essere convocati dai Centri per l’impiego per la verifica dei requisiti e la stipula del Patto per il Lavoro. Parliamo di circa 25 mila persone, di cui 6.200 già lavorano, ma solo la metà sono quelle di cui dobbiamo occuparci. Un numero marginale rispetto al totale dei disoccupati che già trattiamo.

Ne abbiamo già convocate 22 mila e ne è emerso che circa il 55% non necessita del Patto per il lavoro in quanto già occupate oppure perché trattasi di persone con disabilità o che devono assistere bambini piccoli o anziani non autosufficienti, oppure ancora perché bisognose di un supporto diverso e più articolato rispetto al solo inserimento lavorativo e che per questo sono state rinviate ai servizi sociali del Comune di residenza.

I percettori del Reddito di cittadinanza che abbiamo appurato aver effettivamente bisogno di un percorso di inserimento lavorativo e che quindi hanno stipulato un Patto per il lavoro sono circa 8.600, di cui quasi 7.000 tuttora in trattamento. A loro garantiamo un supporto del tutto analogo a quello offerto a qualsiasi altro disoccupato che si rivolge ai servizi per l’impiego pubblici per un aiuto nella ricerca di lavoro: orientamento, formazione, incrocio domanda e offerta, accompagnamento al lavoro.

Ricostruire con esattezza il numero di quanti hanno trovato lavoro grazie alle attività previste dal Patto non è un'operazione immediata, perché anche nei casi in cui il disoccupato trova lavoro autonomamente è difficile escludere o stabilire in che misura lo abbia fatto, se non direttamente a seguito di un'attività di preselezione, anche grazie ai servizi erogati dal Centro per l'impiego. L’assenza di un coordinamento con i sistemi informativi centrali ci impedisce inoltre di conoscere il destino di molti percettori, quando questo non è legato all'occupazione dipendente (pensionamenti, attività di lavoro autonomo, decessi ecc.). Quello che sappiamo è che in Veneto oltre 9.000 percettori del Reddito di cittadinanza hanno avuto almeno un rapporto di lavoro, anche più di uno in caso di rapporti provvisori o di breve durata, e che una buona parte di loro risulta tuttora occupata. Teniamo presente che si tratta in molti casi di lavoratori con competenze deboli, che provengono da attività a tempo determinato prevalentemente nei settori della logistica, del commercio, dell’agricoltura e dei servizi, e che ritrovano lavoro in settori analoghi.

Riguardo alle offerte di lavoro ricordo che, come sottolineato dalla stessa Anpal, non avendo il Centro per l’impiego la disponibilità diretta del posto di lavoro e poiché la decisione finale in merito all'assunzione spetta ovviamente al datore di lavoro, per offerta di lavoro è da intendersi l’offerta di una candidatura per una posizione di lavoro vacante. L’attività tipica dei Centri per l’Impiego in termini di incontro tra domanda e offerta di lavoro è infatti quella della preselezione: di fronte ad una specifica richiesta di personale, i candidati ritenuti più idonei vengono inseriti in una lista di tre o quattro nominativi che viene successivamente proposta all'impresa. I percettori del Reddito di cittadinanza non fanno eccezione e vengono inclusi in questa attività, ma l’esito della selezione è in capo esclusivamente al datore di lavoro.

Sarebbe dunque più opportuno ragionare sulle segnalazioni di candidature sottoposte alle imprese piuttosto che sui posti di lavoro offerti. Per quanto riguarda il Veneto, i percettori del Reddito di cittadinanza segnalati alle aziende in merito a specifiche posizioni di lavoro vacanti sono 3.888, per un totale di 14.563 segnalazioni complessive.

Leggo di imprenditori che lamentano come molti percettori del Reddito preferiscano rifiutare un lavoro che perdere il sussidio. Ricordo a questi ultimi che esiste un meccanismo di condizionalità per cui al rifiuto può seguire la decurtazione o decadenza del beneficio e suggerisco ai datori di lavoro di rivolgersi alla rete pubblica dei servizi per l’impiego per le loro ricerche di personale e di aderire agli eventi di recruiting "IncontraLavoro" aziendali e settoriali che organizziamo regolarmente come Veneto Lavoro. Gli strumenti per un’efficace incontro tra domanda e offerta di lavoro esistono, proviamo ad usufruirne.

 

  • Fonte: Tiziano Barone - Direttore Veneto Lavoro

Informazioni

Informazioni

Banner Regione Veneto

Banner Fondo Sociale Europeo