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Pubblicato il 08.07.2021

Veneto: a giugno 28 mila posti di lavoro in più

Con la ripresa delle attività turistiche e commerciali prosegue il recupero dell’occupazione in regione


Il mercato del lavoro veneto si conferma in ripresa dagli effetti della pandemia, anche nei settori rimasti soggetti più a lungo alle restrizioni anti Covid, quali turismo e commercio. Secondo i dati della Bussola di Veneto Lavoro, nel mese di giugno si è registrato infatti un saldo occupazionale positivo per 28.300 posti di lavoro dipendente, circa 55 mila nel secondo trimestre 2021 e oltre 67 mila da inizio anno. Valori superiori non solo a quelli particolarmente negativi del 2020 ma anche, nel mese e nel trimestre, al 2019.

L’ultimo mese ha visto anche un significativo aumento delle assunzioni (+10% rispetto al 2019), anche se la forbice tra la prima metà del 2021 e l’analogo periodo del 2019 resta ancora ampia (-21%) a causa dell’andamento incerto dei primi quattro mesi. Continuano a ridursi le cessazioni (-20%), soprattutto per effetto della diminuzione dei licenziamenti economici individuali e dei licenziamenti collettivi, interessati dal blocco in vigore fino a pochi giorni fa.

A crescere sono soprattutto i contratti a tempo determinato, che con l’avvio, seppure ritardato, della stagione turistica hanno segnato a giugno un +12% delle assunzioni e un saldo positivo per 25.600 posti di lavoro.

Le assunzioni crescono anche nei settori maggiormente colpiti dalla pandemia, servizi turistici e commercio, che a giugno fanno registrare rispettivamente un aumento del 19% e del 5%, ancora insufficiente tuttavia a colmare i mancati reclutamenti dei mesi precedenti. Nel manifatturiero la flessione della domanda di lavoro è ancora presente nel settore della moda, dell’alimentare e nella farmaceutica, seppure anche in questo caso si sia osservato un discreto miglioramento nell’ultimo mese. I saldi del trimestre sono positivi per tutti i settori, fatta eccezione per la concia e per l’istruzione privata, che sconta la chiusura dell’anno scolastico.

Venezia e Verona, le province finora più colpite, beneficiano dell’avvio della stagione turistica e del graduale ritorno alla normalità, facendo registrare rispettivamente 26.000 e 15.700 posti di lavoro in più nel trimestre. In termini di assunzioni, però, la domanda di lavoro si mantiene inferiore al 2019, con le eccezioni di Treviso (+1%) e Vicenza (+3%), i due territori a maggiore vocazione manifatturiera.

Tutti i dati sul mercato del lavoro veneto nel mese di giugno e nel secondo trimestre 2021 sono disponibili nella Bussola di Veneto Lavoro alla pagina dedicata www.venetolavoro.it/bussola.

 

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