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Pubblicato il 15.11.2021

Veneto: aumentano le dimissioni, segnale di rinnovata mobilità sul mercato del lavoro


Nella Bussola di Veneto Lavoro i dati sull’andamento del mercato del lavoro regionale e sui fenomeni più peculiari della ripresa occupazionale post pandemia


Anche il Veneto è stato toccato nel corso del 2021 da un significativo aumento delle dimissioni, uno dei fenomeni che la ripresa post pandemica sembra aver portato con sé. La crescita è stata del 5% rispetto al 2019 e dell’11% considerando le sole dimissioni da contratti a tempo indeterminato e non avvenute durante il periodo di prova.

Come confermano i dati della Bussola di Veneto Lavoro, il fenomeno è trasversale e interessa tanto gli uomini quanto le donne, italiani e stranieri, giovani e lavoratori senior.

L’incremento è stato particolarmente intenso nei servizi sanitari e sociali (+44%), nel metalmeccanico e nelle costruzioni (+16%), mentre all’opposto per il commercio e il turismo la variazione è stata negativa. L’aumento delle dimissioni sembra essere accompagnato da un incremento del tasso di ricollocazione dei lavoratori dimissionari, sintomo di una rinnovata mobilità sul mercato del lavoro, seppure differenziata per settori e professioni.

Il 54% dei lavoratori ha infatti trovato un nuovo lavoro entro 30 giorni dalle dimissioni (62% se si escludono i lavoratori over 55), con punte del 74% per gli infermieri, del 70% per informatici e statistici e del 66% per autisti di mezzi pesanti e camion.  

Per i ricercatori dell’Osservatorio di Veneto Lavoro, tale fenomeno non può essere spiegato solo come un effetto del ritardo determinato dalla pausa dovuta all’emergenza Covid-19, e quindi come dimissioni che in periodi normali sarebbero già avvenute, né come alternativa a licenziamenti impediti dalle norme, ma piuttosto come un segnale di riattivazione della mobilità del mercato del lavoro e come processo di selezione dei diversi settori.

A proposito di licenziamenti, i dati della Bussola pubblicata a novembre segnalano come nemmeno la scadenza del blocco al 31 ottobre, che ha di fatto riaperto la possibilità di licenziamento per tutte le imprese, abbia determinato un aumento dei licenziamenti economici, che anzi si confermano su livelli inferiori al 2019, anche per effetto dei meccanismi di protezione ancora garantiti dalla cassa integrazione.

Riguardo all’andamento del mercato del lavoro, i dati di ottobre confermano la tendenza positiva del mercato del lavoro veneto con un volume di assunzioni superiore a quello del 2019 (51.000 rispetto a 47.000) e un saldo che seppure negativo, come normale in questo periodo dell’anno, risulta comunque migliore rispetto a quello di due anni fa (-20.000 posizioni lavorative dipendenti contro -23.000).

La Bussola di Veneto Lavoro è disponibile alla pagina dedicata del sito di Veneto Lavoro, www.venetolavoro.it/bussola.

 

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