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Pubblicato il 15.06.2022

Dimissioni: nel 2022 in 51.600 hanno lasciato il proprio posto di lavoro

Nella Bussola di Veneto Lavoro l’analisi di un fenomeno in crescita anche in Veneto


Sono 51.600 i lavoratori con contratto a tempo indeterminato che nei primi cinque mesi del 2022 hanno deciso di lasciare il proprio posto di lavoro per ricollocarsi altrove. È quanto emerge dalla Bussola di Veneto Lavoro, il report mensile sull’andamento del mercato del lavoro regionale che nel numero di giugno ha dato conto anche del fenomeno delle dimissioni, che dopo aver registrato una netta caduta durante la pandemia e un forte rimbalzo nella prima metà del 2021, sta vivendo ora una fase di crescita.

Il numero dei dimissionari è cresciuto quest’anno del 32% rispetto al 2021, del 55% sul 2020, in pieno periodo pandemico, e del 35% rispetto al 2019. Una crescita più significativa per le donne che per gli uomini (rispettivamente +47% e +30%), anche se questi ultimi rappresentano i due terzi del totale, e per i lavoratori over 55 rispetto a giovani e adulti. Oltre la metà proviene dal settore dei servizi, prevalentemente commercio, turismo e logistica, un terzo dal manifatturiero e uno su dieci dall’edilizia.

Parallelamente al numero dei dimissionari, a crescere è anche il tasso di ricollocazione: il 44% di chi lascia il proprio lavoro ne trova un altro entro sette giorni, spesso nello stesso settore di provenienza, e il 57% entro un mese dalle dimissioni, a conferma del fatto che in Veneto il fenomeno sembra più legato alla ritrovata dinamicità del mercato del lavoro e alla possibilità di trovare migliori occasioni di impiego, più che ad una volontà di allontanamento dal lavoro.

In alcuni casi, a motivare la scelta di lasciare il proprio lavoro sembra essere proprio la ricerca di diverse condizioni lavorative, soprattutto tra le alte qualifiche. Dall’analisi dei profili professionali emerge infatti come un terzo dei dirigenti e dei tecnici specializzati cambi lavoro pur accettando di scendere di livello, a differenza di ciò che accade, ad esempio, per medie e basse qualifiche, che tendono a svolgere la stessa professione.

Le dimissioni costituiscono comunque la seconda causa di cessazione dei rapporti di lavoro, preceduti dalle cessazioni per fine termine.

Nella Bussola anche i dati del mercato del lavoro veneto nei primi cinque mesi dell’anno: il saldo è positivo per 57.200 posti di lavoro dipendente, di cui 21 mila nel solo mese di maggio, con un aumento delle assunzioni del 42% (+18% a maggio). La crescita si è concentrata nel settore dei servizi (+62%), in particolare nel turismo (+130%), e nella provincia di Venezia (+89%), e si è rivelata particolarmente intensa per l’occupazione femminile (+54% a fronte del +34% degli uomini) e i giovani (+45%).

Per tutti i dati sul fenomeno delle dimissioni e sull’andamento del mercato del lavoro veneto è possibile consultare la Bussola di Veneto Lavoro alla pagina www.venetolavoro.it/bussola.
 

  • Fonte: Redazione ClicLavoro Veneto

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