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Pubblicato il 20.02.2026

Lavoro: a gennaio prosegue la fase di rallentamento della crescita occupazionale 

Nell’ultima edizione della Bussola i primi dati del mercato del lavoro veneto nel 2026  


Come nell’anno precedente, anche il 2026 si apre con il segno meno, con una flessione occupazionale di -2.800 posti di lavoro, più marcata rispetto all’analogo periodo del 2025 dove il saldo negativo era stato di -700 unità. Tale andamento riflette da una parte la storicità del mese, condizionato dalle ricorrenze amministrative di fine anno, dall'altra l'aumento delle cessazioni, che crescono del +5% rispetto al 2025 segnando il risultato meno favorevole dell’ultimo triennio. Tale incremento delle cessazioni coinvolge soprattutto i contratti a tempo determinato (+5%) e in particolar modo quelli per fine termine (+7%), che vengono solo parzialmente compensate dalla crescita delle assunzioni (+3%), concentrate soprattutto nel bellunese (+16%) per le figure di steward, hostess e camerieri in occasione dell’avvio dei Giochi Olimpici Invernali a Cortina, e nel veneziano (+10%), dove sono legate ad attività di produzione cinematografica.

Per effetto di queste dinamiche, il bilancio occupazionale per il tempo determinato è negativo di -7.400 unità, così come quello dell’apprendistato (-120), mentre resta positivo quello dei contratti a tempo indeterminato (+4.600), seppur in calo rispetto al 2025 (+6.600). In generale, a gennaio le nuove assunzioni sono state in leggera crescita (+1%) rispetto all’anno precedente, riguardando principalmente senior (+6%), uomini (+2%), soprattutto a tempo pieno (+3%), e italiani (+2%), mentre sono rimaste stabili quelle di donne, stranieri e giovani.

Da un punto di vista settoriale invece, i tre macro-settori aprono con saldi occupazionali meno favorevoli rispetto al 2025, seppur con andamenti tra loro differenziati. Il bilancio mensile dell’agricoltura è negativo di -1.100 unità (erano -770 nel 2025), risultato dettato principalmente da un aumento delle cessazioni (+2%). Saldo positivo invece per il comparto industriale (+2.400), il cui scarto con l’anno precedente (+3.900) è dovuto ad una frenata delle nuove attivazioni (-3%), soprattutto nell’occhialeria (-28%) e costruzioni (-10%), e ad un aumento delle cessazioni (+8%), in particolare nel metalmeccanico (-8%), dove sono parzialmente compensate da una crescita delle assunzioni (+4%), e nel made in Italy (-8%), comparti che chiudono con bilanci positivi ma inferiori all’anno precedente. Bilancio occupazionale negativo per il terziario di -4.100 unità (erano -3.800 nel 2025) dove gli unici settori in miglioramento rispetto all’anno precedente sono servizi turistici, editoria e cultura e servizi finanziari. Contrazioni nella crescita occupazionale in logistica (-8%), servizi informatici (-8%), commercio al dettaglio (-7%) e attività professionali (-7%).
   
Infine, dando un ultimo sguardo al 2025, sono stati 120.800 i contratti di lavoro in somministrazione attivati da agenzie situate in Veneto, un volume inferiore a quello del biennio precedente dove erano stati 124.700 nel 2024 e 127.700 nel 2023, ma con un saldo occupazionale positivo di +520 unità.   

Tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel mese di gennaio sono disponibili nella Bussola di Veneto Lavoro alla pagina www.venetolavoro.it/bussola. 


 

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