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Mercato del lavoro Istat terzo trimestre 2018

Istat: occupazione in calo nel terzo trimestre 2018

Pubblicati i dati Istat relativi al periodo luglio-settembre 2018, in Veneto record dell’occupazione femminile

Nel terzo trimestre del 2018 il numero di occupati in Italia è sceso di circa 52 mila unità rispetto al trimestre precedente, ma registra una crescita dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi oggi a quota 23 milioni e 255 mila. In calo i disoccupati, aumentano gli inattivi. È quanto emerge dai dati Istat relativi al periodo luglio-settembre.

Le dinamiche del mercato del lavoro riflettono le debolezze dell’andamento economico italiano, con Pil in flessione (-0,1%) dopo oltre tre anni di continua espansione. Il tasso di occupazione rimane tuttavia stabile al 58,7% e il numero di ore lavorate aumenta sia su base congiunturale (+0,5%) sia in termini tendenziali (+1,2%). In calo invece il tasso di disoccupazione, che diminuisce sia rispetto al trimestre precedente che a un anno prima e scende al 9,3%. A tali dinamiche si affianca l’incremento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, in particolare giovani. In aumento il costo del lavoro, frutto di un maggiore incremento degli oneri sociali rispetto a quello delle retribuzioni.

In tale contesto, il Veneto conferma segnali di crescita: il tasso di occupazione si attesta al 67%, in lieve calo rispetto al trimestre precedente ma in aumento in confronto a un anno prima. Nuovo record per l’occupazione femminile, che tocca quota 58,4%, il dato più alto di sempre. Ai minimi anche il tasso di disoccupazione, che scende al 5,5%, il valore più basso dal 2011. Gli inattivi aumentano su base congiunturale (16 in più rispetto al secondo trimestre 2018) ma sono 17 mila in meno rispetto a un anno fa, per un tasso di inattività del 29,1% a fronte di una media nazionale del 34,9%.

Sul fronte dei flussi di lavoro dipendente in Veneto, maggiori dettagli giungono dalla Bussola di Veneto Lavoro pubblicata nei giorni scorsi. I posti di lavoro subordinato sono diminuiti su base trimestrale di 11.500 unità, come fisiologico in un periodo dell’anno in cui si concludono i contratti di lavoro stagionale, ma la tendenza su base annua rimane positiva, con 36.900 posti di lavoro in più rispetto a un anno fa. Rimane elevato il numero di assunzioni con contratto a tempo determinato (+6% sul 2017), ma torna a crescere anche il tempo indeterminato, soprattutto grazie alle trasformazioni (+66%). Sale anche l’apprendistato (+13%), mentre la somministrazione di lavoro subisce un’importante battuta d’arresto (-26%).

La stagionalità incide su settori e territori: saldo trimestrale negativo per turismo e commercio, positivo per istruzione, soprattutto per effetto delle assunzioni del personale precario della scuola, e agricoltura. Venezia, Belluno e Rovigo le province in cui si sono persi posti di lavoro, segno più per Verona, Padova, Treviso e Vicenza.

La sintesi della Bussola con i dati più significativi del mercato del lavoro regionale è disponibile all’interno della Press Area di ClicLavoro Veneto.

  • Fonte: Redazione ClicLavoro Veneto

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