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Le novità del decreto dignità

Occupazione: le novità introdotte dal “decreto dignità”

Arrivano stretta sui contratti a termine, aumento dell’indennità per licenziamenti ingiusti e abolizione dello split payment per i professionisti

Il Consiglio dei Ministri ha varato il “decreto dignità”, un insieme di “misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”.

Ecco le novità più significative in tema di occupazione e fisco:

  • Contratti a termine: il provvedimento mira a limitare l’utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato riducendone la durata massima complessiva, da 36 a 24 mesi, e il numero di rinnovi possibili, che scende da 5 a 4. I contratti potranno avere una durata superiore ai 12 mesi, sia in caso di prima stipula che di rinnovi o proroghe, solo in presenza di una “causale”, ovvero se giustificati da “esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività per esigenze sostitutive di altri lavoratori” o per “esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria”. Ad ogni rinnovo di contratto a tempo determinato, anche in somministrazione, a partire dal secondo è previsto un aumento dello 0,5% dei costi contributivi. La disciplina del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato si applica anche nei casi di somministrazione lavoro.
  • Licenziamenti: aumenta del 50% l’indennità prevista in caso di licenziamento senza giusta causa nell’ambito del contratto a tutele crescenti. Si arriva a un massimo di 36 mensilità.
  • Delocalizzazione: le imprese che hanno beneficiato di contributi pubblici per investimenti e occupazione e che spostano l’attività fuori dall’Italia “entro 5 anni dalla conclusione dell’iniziativa agevolata” sono soggette a sanzioni fino a 4 volte l’importo del beneficio ricevuto, che dovranno restituire a interesse maggiorato. Il vincolo trova applicazione indipendentemente alla forma di aiuto pubblico: contributo, finanziamento agevolato, garanzia, bonus fiscali.
  • Split payment: abolizione per le prestazioni di servizi rese alle pubbliche amministrazioni dai professionisti i cui compensi sono assoggettabili a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto.
  • Spesometro: rinvio al 28 febbraio 2019 della scadenza per l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute.
  • Contrasto alla ludopatia: vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro. Ai contratti in corso di esecuzione resta applicabile fino al 30 giugno 2019 la normativa precedentemente vigente.

Infografica Decreto dignità - ClicLavoro Veneto

  • Fonte: Redazione ClicLavoro Veneto

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