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Il Senato promuove i CPI del Veneto

Il Senato promuove i Centri per l’Impiego del Veneto

La delegazione della Commissione Lavoro si è espressa positivamente sul sistema regionale dei servizi per l’impiego e sulle politiche attive adottate in Veneto

È un giudizio più che positivo quello espresso dalla delegazione della Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato che lunedì 29 ottobre scorso si è recata in visita in Veneto e in particolare al Centro per l’Impiego di Treviso per conoscere da vicino il sistema regionale dei servizi per l’impiego e le misure di politica attiva attuate in regione.

La delegazione composta dalle senatrici Nunzia Catalfo, Barbara Guidolin, Nadia Pizzol e Roberta Toffanin è stata accolta a Venezia dall’Assessore al lavoro della Regione del Veneto, Elena Donazzan, dai dirigenti regionali Santo Romano e Alessandro Agostinetti e dal Direttore di Veneto Lavoro, Tiziano Barone, per poi proseguire la visita con un sopralluogo al Centro per l’Impiego di Treviso.

Particolare apprezzamento è stato espresso per il collegamento di rete tra servizi pubblici e privati e tra Centri per l’Impiego, enti di formazione e Comuni, che caratterizza il modello veneto, e per alcune iniziative di politica attiva che si stanno rivelando particolarmente efficaci, quali Garanzia Giovani Veneto e l’Assegno per il Lavoro.

Con l’occasione sono stati resi noti i principali dati sull’attività dei 39 Centri per l’Impiego del Veneto, che contano attualmente 380 operatori: 140 mila i disoccupati e inoccupati accolti in media ogni anno per il rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità e 292 mila gli utenti in cerca di occupazione complessivamente iscritti nelle liste dei CPI. Tra le misure di politica attiva più significative il già citato Assegno per il Lavoro, con 9 mila assegni erogati in meno di un anno e uno su 3 già tradotto in contratto di lavoro, le azioni integrate di coesione territoriale (Aict) per le persone svantaggiate (oltre 1.000 destinatari e 6 milioni di euro di risorse stanziate), i lavori di pubblica utilità e di impatto sociale (856 contratti attivati nel 2017 nei 238 comuni aderenti), il collocamento mirato dei disabili e Garanzia Giovani Veneto, che ha raccolto 83 mila adesioni complessive e 9.500 giovani assunti in pianta stabile dopo la partecipazione al Programma.

Il piano di potenziamento e riordino dei Centri per l’Impiego messo in atto dalla Regione del Veneto per tramite dell’ente Veneto Lavoro, presso cui i CPI sono transitati a seguito della riforma, prevede di elevare entro il 2021 a 517 operatori la dotazione organica complessiva del personale dedicato ai servizi per il lavoro.

Quella veneta ha rappresentato la seconda tappa della ricognizione conoscitiva avviata dalla Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato sull’attività e l’organizzazione dei servizi per l’impiego, che, partita dalla Sicilia, toccherà nelle prossime settimane il Lazio, la Germania, la Danimarca e la Francia.


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