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Pubblicato il 02.12.2020

L’editoriale di ClicLavoro Veneto: un patto per l’inclusione socio-lavorativa

Dalla Regione del Veneto l’impulso alla costituzione di reti territoriali integrate di servizi sociali, sanitari, educativi e formativi a supporto delle persone con disabilità


L’inclusione socio-lavorativa dei soggetti svantaggiati passa anche attraverso la cooperazione tra istituzioni e tra tutti i soggetti, pubblici e privati, che a vario titolo si occupano di sostenere e accompagnare le persone prese in carico, con l’obiettivo di ridurre il rischio di emarginazione sociale da un lato e favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro dall’altro.

Lo sa bene la Regione del Veneto che a partire dal 2017 ha dato il via a specifici percorsi di inclusione sociale “attiva” per persone con disabilità iscritte alle liste di collocamento mirato. Un ruolo centrale è stato affidato ai Centri per l’impiego, cui spetta il compito di convocare gli iscritti a tali elenchi e proporre loro opportunità di lavoro o interventi di politica attiva finalizzati all’acquisizione di competenze trasversali e ad un aumento della loro occupabilità.

Si è trattato della prima politica attiva destinata a questa categoria di lavoratori e già nel primo anno ha coinvolto circa 7.500 persone su un totale di 25.000 iscritti agli elenchi del collocamento mirato.

L’iniziativa è stata riproposta negli anni successivi per coinvolgere quanti non avessero partecipato in precedenza o fossero ancora alla ricerca di un’occupazione, e con l’obiettivo accrescere le competenze dei lavoratori disabili coinvolti e favorire il loro inserimento nel mercato del lavoro, attraverso azioni formative, l’attivazione di tirocini e attività di accompagnamento al lavoro.

sette progetti attivati sul territorio, uno per ciascuna provincia veneta, sono stati finanziati con le risorse del Fondo Regionale per l’occupazione dei Disabili, alimentato dalle sanzioni comminate ai datori di lavoro inottemperanti agli obblighi previsti dalla legge 68/99, e hanno visto la partecipazione di migliaia di persone con disabilità o altri soggetti in situazione di svantaggio.

L’iniziativa regionale prevedeva anche la costituzione o il rafforzamento di una rete integrata di servizi che coinvolgesse tutti i soggetti coinvolti nell’accompagnamento e nel supporto della persona presa in carico (Ulss, Comuni, Cooperative sociali, imprese, Parti sociali, enti accreditati per la formazione e i servizi al lavoro). Specifici Accordi di rete, promossi e coordinati da Veneto Lavoro e dai Centri per l’impiego, sono già stati predisposti in tutte le province del Veneto, con obiettivi e caratteristiche comuni: formalizzare eventuali reti già esistenti, allargare il partenariato ad altri soggetti pubblici e privati, favorire la crescita di opportunità lavorative per i soggetti svantaggiati (non solo disabili), sviluppare attività di aiuto al reinserimento sociale connesse a progetti di reinserimento lavorativo, ottimizzare l’utilizzo delle risorse finanziarie disponibili, promuovere attività di fundraising per intercettarne di nuove.

Perché “servizio pubblico”, in ambito socio-lavorativo, significa anche, e soprattutto, non lasciare indietro o da solo chi ne ha più bisogno, siano essi disoccupati o lavoratori a rischio disoccupazione, working poor, persone con disabilità o cittadini in particolari situazioni di svantaggio.


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  • Fonte: Tiziano Barone - Direttore Veneto Lavoro

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