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Editoriale ClicLavoro Veneto: le funzioni dei CPI

L’editoriale di ClicLavoro Veneto: conosciamo i Centri per l’Impiego – Le funzioni

Cosa fanno e quali servizi offrono i CPI? Intervista al Direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone

Intervista a Tiziano Barone, Direttore di Veneto Lavoro - prima parte

Buongiorno Direttore, la prima è una domanda che in molti si pongono quando si parla di Centri per l’Impiego, forse per la scarsa conoscenza che c’è su questo tema: a cosa servono?

Lo scopo dei CPI è l’attivazione delle persone senza lavoro attraverso il supporto all’incontro con le offerte di lavoro e la partecipazione alle politiche attive, valorizzando la collaborazione con i privati specialistici. Sostanzialmente, aiutano le persone a trovare un lavoro o a mettersi nella condizioni per trovarne uno, sia in termini di competenze che di modalità di ricerca. L’azione dei CPI mette al centro la persona ed è orientata alla personalizzazione dei servizi, all’approccio preventivo e universalistico e all’accessibilità generalizzata a tutte le categorie di interventi, con l’obiettivo di favorire la più ampia inclusione nel mondo del lavoro di combattere ogni forma di discriminazione.


E cosa fanno nello specifico?

I servizi offerti dai CPI riguardano sia i lavoratori privi di occupazione che le imprese. Per i disoccupati viene svolta innanzitutto un’attività di accoglienza e di orientamento di base, che serve a informare i cittadini circa i propri diritti e i servizi a disposizione. In questa fase avviene anche una “profilatura” dell’utente, che consente di definire la distanza tra la persona ed il lavoro e quindi di poter fornire indicazioni utili circa i servizi da attivare. La sottoscrizione del Patto di Servizio Personalizzato è l’attività che sancisce formalmente la presa in carico della persona e precisa le attività che l’utente si è impegnato a svolgere. Tali attività sono concordate con l’utente stesso e possono riguardare la predisposizione del CV aggiornato, l’avvio alle politiche attive, la verifica delle offerte presenti presso gli intermediari e la candidatura alle proposte di lavoro più pertinenti con il profilo professionale. Viene quindi svolto un servizio di incrocio domanda-offerta e di attivazione della persona attraverso corsi di formazione e aggiornamento professionale, tirocini, percorsi di ricollocazione, rinvio a politiche attive regionali, quali ad esempio Garanzia Giovani, le Work Experience e l’Assegno per il Lavoro.


Si tratta quindi di aiutare le persone a trovare un lavoro?

Sì. O meglio, si tratta di reinserirle o renderle appetibili per il mercato del lavoro attuale. Che ciò avvenga per intermediazione diretta di offerte di lavoro, attraverso corsi di formazione o politiche attive che possano aiutarli ad aggiornare o rafforzare le proprie competenze o semplicemente attraverso consigli e suggerimenti utili che possano stimolarlo alla ricerca attiva di lavoro, poco importa. L’obiettivo che i servizi pubblici per l’impiego perseguono è quello di fare in modo che disoccupati e inoccupati trovino un’occupazione. Come ciò accada non è l’aspetto più importante. Ma le funzioni dei Centri per l’Impiego non si limitano a questo importante traguardo. Buona parte del loro lavoro consiste anche nella gestione della disoccupazione (della DID), del collocamento mirato dei lavoratori disabili, sia lato persona che lato azienda, in attività per le imprese (raccolta vacancies, preselezione, ricerca e selezione) e anche nella produzione di certificati amministrativi. A grandi linee si può stimare che, attualmente, circa il 60% dell’attività degli operatori dei Centri per l’Impiego sia dedicata alla gestione della disoccupazione (orientamento, DID, profilatura, patto di servizio ecc.) e al rinvio alle politiche attive, di cui tirocini, Garanzia Giovani e Assegno per il Lavoro rappresentano le principali misure. Il 20% delle attività è riservata alla gestione del collocamento dei lavoratori disabili (orientamento, presa in carico, selezione), il 10% riguarda la raccolta di proposte di lavoro da parte delle imprese e la gestione dei servizi di ricerca e selezione e un altro 10% la produzione di certificati. Da quest’ultimo punto di vista, il recente protocollo d’intesa stipulato con i Comuni consentirà di ridurre il carico di lavoro dei CPI e di ampliare sul territorio regionale il numero di sportelli a disposizione dei cittadini.


E a chi spetta il compito di coordinare tutte queste attività?

Con la Legge di Bilancio per il 2018 lo Stato ha stabilito la transizione del personale dei CPI e delle relative funzioni dalle Province alle Regioni, che ne hanno definito le modalità di gestione. La Regione del Veneto ha affidato all’ente Veneto Lavoro l’organizzazione dei CPI, trasferendo in capo ad esso anche tutto il personale. Tale passaggio ha implicato un processo di riorganizzazione e rafforzamento dei servizi offerti dai CPI, anche in termini di procedure chiare, tempi certi e standard uniformi. Dopo una fase transitoria di circa un anno, da gennaio 2019 il sistema è entrato a regime e Veneto Lavoro ha la gestione completa dei servizi pubblici per l’impiego, garantendone l’infrastruttura informativa (sistema informativo lavoro veneto) l'infrastruttura conoscitiva (l’osservatorio del mercato del lavoro) e l’infrastruttura organizzativa (servizi centrali a supporto dei CPI). È previsto anche un piano di assunzioni che entro il 2020 porterà la dotazione organica complessiva dai circa 400 dipendenti attuali a 517.


continua

 

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  • Fonte: Redazione ClicLavoro Veneto

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